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sabato 5 febbraio 2011

Fiore di grano duro con licoli


 Una meraviglia questo pane...tanto che i miei "commensali" ( se sapessero che li ho chiamati così..ahaha!) pensavano fosse un centrotavola non commestibile!!

La ricetta originale è di  "Chef Tess Bakeresse", ma mi sono affidata come al solito alla traduzione di mano di "...profumi e colori..." trovata su "peccati di gola e di amicizia".



Questa la ricetta di manu:

200gr poolish da lievito liquido
125gr acqua
100gr farina di grano duro
310gr farina bianca
7gr sale
50gr circa olio

( io ho invertito le dosi di farina e cotto un po' troppo...si vede?)

Torniamo a noi e al procedimento:

Impastare tutti gli ingredienti e mettere a riposare per un ora circa.
Stemdere una sfoglia abbastanza spessa e al centro mettere un barattolino di vetro.
Tagliare i "petali" e girarli di 45° prenderndendoli uno alla volta, alzarli tirandoli verso di noi facendoli ruotare facendo appoggiare sulla carta forno un lato del taglio e l’altro lato finisca in alto.Cntinuare così fino ad esaurimento degli spicchi ruotandoli tutti nello stesso verso.
Si può togliere il bicchiere,anche se io l'ho lasciato per alcune ore.

Ho decorato il centro con semi di sesamo e di papavero, i petali invece li ho pennellati con acqua e zenzero (avendo prolungato troppo la cottura il giallo non si vede più....sigh).


Quando la lievitazione sarà terminata, i petali si saranno uniti.
Infornare allora a  180° per circa 30 minuti.


Ci vuole più a dirlo che a farlo!!!


mercoledì 2 febbraio 2011

Pane a fisarmonica con lievito liquido

Avevo scovato la ricetta su   "Il pasto nudo" per poi scoprire l'originale in doppia versione di "....profumi e colori" con olio e lievito liquido oppure con burro e lievito di birra.
 E' un pane molto scenografico ma anche molto molto buono, e nella versione con olio si mantiene anche piuttosto bene!

Ma veniamo alla ricetta:
250 gr di poolish  ( ovvero 50gr lievito liquido
100gr farina e 100gr acqua ) lievitato per 8 ore
40gr olio
130gr latte
400gr farina 0
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero

L'impasto non deve appiccicare: in tal caso aggiungere un po' di farina . Impastare il tutto finche la palla non sarà bene incordata, aggiungendo il sale solo alla fine.

Far riposare l'impasto per un paio d'ore, coperto.

 Ungere una cassetta da pan carrè o uno stampo da plum cake ( io ne ho uno in silicone e come potete ben vedere ha anche il fondo undulato)

Stendere  l'impasto molto delicatamente, ricavandone un quadrato. Tagliate la sfoglia in quadrati larghi come il vostro stampo, dove poi li andrete a mettere ungendone la superficie con olio.


Continuare fino ad esaurimento della pasta .
                                                                                                

Coprire e lasciar lievitare per tuuuuuutto il tempo necessario ( io ho fatto lievitare 6 ore ma un paio d'ore in più non gli avrebbero fatto male!).

Dunque, quando il pane ha completamente riempito lo stampo, magari anche uscendo un po' fuori, infornare in forno già caldo a 230°, chiudere lo sportello, abbassare la temperatura a 200° e lasciar cuocere  per 15-20 minuti.


 Personalmente l'ho tolto dallo stampo e l'ho rinfornato per altri 5 minuti, ma sono gusti.


 Il mio assaggiatore l'ha gradito molto, e non appena ho finito con questa dieta malefica voglio provare anche la versiona al burro.


Come potete notare non potevo fare a meno di scattare foto, tanto questo pane mi è piaciuto!!!




martedì 1 febbraio 2011

(Panini giapponesi) "Okazu Pan" al miele con licoli

Per i miei primi esperimenti con il Lievito Madre in Coltura Liquida ho scelti questi paninetti di " C'è di mezzo il mare".

In Giappone il cibo più diffuso è sicuramente il riso. Pasto e riso hanno la stessa parola che li definisce, gohan, mentre tutti gli altri cibi vengono genericamente chiamati okazu. Quindi il pane si può classificare come okazu. 
Per indicare il pane si usa comunque la parola pan, ma non c'entra nulla con il nostro filone...


Vengono cotti nelle formine e sono ambivalenti, sono ottimi sia dolci ( FranciFra li ha provato con la Nutella) che con il salato ( mia sorella se li è pappati con salmone e philadelphia, e stracchino e salame).
Questi gli ingredienti:
90 gr di licoli attivissimo
1 uovo
1 cucchiaio di olio evo

                                                                   30 gr di acqua tiepida
                                                                    30 gr di zucchero
                                                        110 gr di semola rimacinata
                                                                 30 gr di farina di forza
                                                                  1/2 cucchiaino di sale
                                                                      miele qb
  Mischiare tutti gli ingredienti tranne il miele. Formare un panetto e mettere a riposare un oretta.

Ungere le formine d'olio, versarvi l'impasto e  ricoprire con una dose abbondante di miele.
Far lievitare fino al raddoppio.
Cuocere in forno a 220°C per 10 minuti e a 180°C per altri 15-20 minuti circa.


Appena usciti dal forno !





 

domenica 23 gennaio 2011

Lievito Madre per viaggiatori: la conservazione per lunghi periodi.

Questo post è per Eleonora di "burro e miele" e per tutti coloro che non se la sentono di cominciare l'avventura con la pasta madre per mancanza di tempo, continui traslochi o altri motivi.


METODO 1:
La conservazione del lievito madre a bagno in acqua può avvenire per surgelamento: prendere una parte di pasta, metterlo in acqua e lasciarla venire in superficie; attendere per circa un'ora, poi metterla in frigo per qualche ora, poi trasferirla (sempre a bagno in acqua) nel congelatore.
Il lievito madre in queste condizioni può rimanere anche per lunghissimi periodi.
La scongelerete poi  a temperatura ambiente (20/22°C) nello stesso recipiente per circa 2 giorni, lasciandola lievitare per altre 24 ore per terminare la sua ripresa. A questo punto si potrà procedere alle normali operazioni di rinfresco. -

METODO 2:
porre in un cutter o un frullatore o una planetaria farina e lievito madre in pari quantità e mescolare a bassa velocità sino ad ottenere una polvere poi stenderla su un piano pulito e farla asciugare completamente. Quando sarà ben asciutta porla in sacchetti di plastica e passarla in frigorifero per la conservazione che può durare lunghi periodi.
Per ritornare al suo utilizzo aggiungere l'acqua e procedere alle normali operazioni di rinfresco fino ad ottenere un lievito madre a giusta maturazione.


METODO 3:
Con questo metodo possiamo mettere a riposare la nostra pasta madre anche per un anno ( nelle foto potete vedere le mie scaglie di Genuflessa, carine anche come idea regalo!!!)
Fare un rinfresco normale, poi, dopo circa 6-8 ore, farne un altro all 100% di idratazione ( es: 100 gr PM, 100 gr Farina, 100 gr Acqua).
Spalmare l'impasto ottenuto su un foglio di carta da forno, coprirlo con un panno di lino o cotone pulito, utilizzando due spessori per lasciarlo rialzato, e far asciugare per qualche giorno in un luogo, come si suol dire, fresco e asciutto.
Lo strato di pasta madre sarà diventata bianca e opaca e si staccherà facilmente dalla carta forno. Spezzettate la pasta e mettetela in un contenitore di vetro chiuso ermeticamente.
Per riattivarla basterà prendere una ventina di grammi di scaglie e metterle a rinvenire in 50 ml di acqua a temperatura ambiente. Lasciate riposare un paio d'ore poi aggiungete 40 gr circa di farina. Rimettette a riposareper un giorno.
A questo punto basterà fare dei normalissimi rinfreschi a distanza di 24 ore l'uno dall'altro per riavere la nostra pasta madre in piena attività!


             pasta madre in scaglie









Yeast on FoodistaYeast

venerdì 21 gennaio 2011

I'm back: Da Lievito Madre a Lievito Liquido

Vi presento Genuflessa, la mia pasta madre.
Ormai ha quasi un anno, e mi ha tradito solo un paio di volte. Ha un già un figlio accudito amorevolmente (spero!) da mia zia, che mi racconta di focacce e panini ma ancora mai di pane.
Ora, veniamo a noi: per farla mi sono affidata a Cookaround e FrancescaV, sbirciando comunque anche altri siti e qualche libro ( primo fra tutti "Pane e roba dolce" delle Sorelle Simili).
Ho scelto il rpocedimento più semplice utilizzando
200 grammi di farina 0, 100 grammi di acqua tiepida, 1 cucchiaio di miele di acacia e 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva con cui ho unto la ciotola di vetro (che ormai è diventata la casetta di Genuflessa) e la superficie della pasta.
Ho impastato il tutto e ho messo a riposare per 48 ore, trascorse le quali ho ripreso il panetto ( che dovrebbe pesare circa 300 gr), ne ho tolto 100 gr circa e con i rimanenti 200 gr ho proceduto con il rinfresco con una proporzione di 2:1 aggiungendo 200 grammi di farina 0 e 100 grammi di acqua tiepida. Ho unto di nuovo ciotola e pasta con dell'olio e ho rimesso a riposare.
Dopo 24 ore, stesso procedimento :  200 grammi di farina 0, 100 grammi di acqua tiepida  e 200 grammi di pasta madre.
Ho ripetuto questo procedimento per una decina di giorni, poi hocominciato ad allungare i tempi tra un rinfresco e l'altro, ogni 2 o tre giorni. Con gli avanzi di pasta facevo delle tigelle o delle piadine, aggiungendo alla pasta un po' di farina, zucchero, sale e una puntina di bicarbonato.
Dopo un paio di mesi, Genuflessa è passata in frigorifero: facevo rinfreschi ogni 5-6 giorni, dopo il rinfresco facevo stare un po' fuori dal frigo e poi la rimettevo dentro.
Il lievito è pronto quando raddoppia in circa 3 ore, e il taglio a croce che viene fatto sopra l'impasto è bello fiorito.
Se come me volete farla stare in frigo, bisogna fare 2-3 rinfreschi ravvicinatio prima di utilizzarla, perchè con il freddo i lieviti si "addormentano".
Per utilizzarla negli impasti in sotituzione del lievito di birra calcolo circa 300 grammi di pasta acida per un chilo di farina 0; in caso di farine povere di glutine bisogna però utilizzare circa 400 grammi per un chilo di farina.

Ma perchè complicarsi la vita, quando c'è il licoli?
Cos'è? semplicemento l'acronimo di LIevito in COltura LIquida.
Per il procedimento mi sono affidata  a C'è di Mezzo il Mare, a Peccati di Gola e di Amicizia, a .profumi e colori....... passando per il pasto nudo e  come sempre per Cookaroud, ma soprattutto su Coquinaria il post di GP Mari.
 Con 8 passaggi ho portato la mia PM ad un livello di idratazione del 130%, ma procediamo per gradi.
Non ho rispettato degli orari fissi, cmq ogni rinfresco è stato fatto a distanza di 8-12 ore.

Primo passaggio: 10 gr pasta madre + 10 gr manitoba + 6 gr acqua
 L'acqua è il 60% della pasta madre, la fermentazione era ancora poca ma già visibile.
2°  tutta la coltura (25 gr circa) + 25 gr manitoba + 18 gr acqua
L'acqua è il 70% della coltura.
3° 60 gr circa di coltura ( tutta quella preparata) + 60 gr manitoba + 48 gr acqua
L'acqua è l'80% della coltura, la fermentazione ha incominciato ad essere vigorosa.
4°  50 gr della coltura preparata + 50 gr manitoba + 45 gr acqua ( l'importante è rispettare le proporzioni)
L'acqua è il 90% della coltura. Il resto resto della coltura l'ho usata per fare dei panini allo yogurt
5° 50 gr di coltura + 50 gr manitoba + 50 gr acqua
L'acqua è il 100% della coltura. Ho usato il resto della coltura per fare delle focacce al rosmarino e alle olive
6° 50 gr di coltura + 50 gr manitoba + 55 gr acqua
L'acqua ha superato la coltura: ora è al 110%
7°  50 gr di coltura + 50 gr manitoba + 60 gr acqua
L'acqua è il 120% della coltura.
Qui ho addirittra aspettato 24 ore, ma non per scelta!
8°  50 gr di coltura + 50 gr manitoba + 65 gr acqua
L'acqua è il 130% della coltura. Ora il nostro LiCoLi, lilì, bianca o LiMaLi come volete chiamarlo, è pronto per essere usato.
Io ho fatto subito un poolish con 50 gr di LiCoLi, 100 gr di farina e 100 gr d'acqua ha riposato tutta la notte e la mattina dopo ho fatto il mio primo pane con LiCoLi!
Se invece lo avessi messo in frigo per utilizzarlo in seguito, prima del poolish avrei dovuto fare due rinfreschi con la proporzione al 100 % ( 100 gr licoli, 100 gr acqua, 100 gr manitoba), poi il poolish vero e proprio con 50 gr di coltura, 100 di acqua e 100 di manitoba).
Un altro metodo è quello degli pseudo-rinfreschi, usando lo stesso peso di acqua e farina e un TOT di licoli "a piacere", per esempio  20 gr licoli, 10 gr acqua, 10 gr manitoba, si fa riposare 6-8 ore e si fa un altro pseudo rinfresco 40 gr licoli ( tutta la coltura precedente, 10 gr acqua e 10 gr di manitoba e così via fino a raggiungere la quantità desiderata di licoli e si procede con la panificazione senza fare il poolish.
Ovviamente questo è quello che ho capito dalle mie incursioni notturne nei vari blog e forum.
Se avete suggerimenti, vi prego di darmeli, se invece avete domande, vi prego non fatele, per scrivere questo post con tutte le spiegazioni ci ho messo 2 giorni perchè tutto il procedimento è più difficile a dirlo che a farlo!
A presto con le ricettuzze e le fotuzze!!!

aggiornamento: dimenticavo! Sono una spacciatrice di pasta Madre! Se per un qualsiasi motivo non ve la sentite di dar vita con le vostre manine ad un lievito, chiedete a me per la zona di Vetralla e Viterbo, altrimenti, per altre zone d'Italia, fate un giretto su http://pastamadre.blogspot.com/  e cercate il pusher più vicino a voi!



Yeast on FoodistaYeast

mercoledì 29 dicembre 2010

Pane casereccio con pasta madre

Avete presente la foto nel mio profilo? Bene, quello è il mio primo pane!

 Ho seguito la ricetta delle sorelle Simili, per il pane casereccio a lievitazione naturale, utilizzando la mia cara e dolce "Genuflessa", un misto di farine ( "0", "00" e manitoba) e acqua filtrata (quella del mio rubinetto è molto calcarea).

Per  essere il mio primo esperimento, all'epoca ne fui molto soddisfatta vista la fatica di fare tutto a mano nonostante il caldo che ancora faceva a settembre.





Gli ingredienti sono
farina
acqua
olio
sale
pasta madre

per il lievitino:
25 gr PM
50 gr farina
25 gr acqua
amalgamare bene il tutto e lasciar riposare 4 ore circa.
Riprendere questo primo lievito e aggiungere
100 gr farina
45 gr acqua
Lasciar riposare per altre 3/4 ore.
Stesso procedimento: prendere questo terzo lievito e aggiungere
250 gr farina
120 gr acqua
far lievitare circa 3 ore.
Eccoci arrivare all'impasto finale:
alla massa lievitata aggiungere
800 gr farina
400 gr circa di acqua
80 gr olio
20 gr sale.
Impastare bene fino ad ottenere un impasto sodo e liscio.
Formare una pagnotta ( o due filoni), infarinarla e metterla a lievitare in una teglia da forno infarinata anch'essa.

Lasciar lievitare 5 ore circa ( io l'ho lasciato tutta la notte, 8 ore circa), poi infornare a 220° per poi abbassare la temperatura a 200° per 10 minuti, poi abbassarla ulteriormente a 180° per altri 35 minuti circa.
Io ho usato il forno ventilato mettendo sul fondo del forno una terrina piena d'acqua che ha mantenuto l'umidità all'interno del forno.
Viene un pane molto compatto come si vede dalle foto, ma molto soffice e saporito.
Prima di tagliarlo, conviene sempre farlo raffreddare completamente così da permettere al
vapore interno del pane di venire assorbito finendo, in un certo senso, di cuocere il pane. In questo modo la crosta rimarrà croccante e il dentro "mollicosissimo". Se invece volete un pane morbido, quasi gommoso, avvolgete il pane appena sfornato in un canovaccio umido.


Ovviamente, per chi non ha tempo, si può fare un impasto unico da far lievitare tutto insieme, ma non aspettatevi lo stesso risultato.
Per un kg di farina si utilizzeranno 300 gr di PM giovane (diminuendola in proporzione all'anzianità!), circa 500 ml d'acqua, 80 gr olio e 20 gr di sale.

Ovviamente potete provare ad utilizzare farine diverse: integrale, di segale, di kamut ma per fare le prime prove è sempre meglio attenersi alle ricette più semplici!

mercoledì 22 dicembre 2010

Le ricette di Dicembre: panini semidolci ( Ricetta delle Sorelle Simili)

La ricetta l'ho presa da " Pane e roba dolce", un must per chicome me adora preparare il pane in casa ( per quanto ne mangi pochissimo), anche solo per sentirne l'odore espandersi per tutte le stanze.

Ho fatto una prova con la mia Pasta Madre, ma non mi picciono molto; essendo panini semidolci, quella puntina acidula non ci sta bene per niente.

Si possono lasciare così, semplici, riempirli prima o dopo cotti ( tipo danubio per intenderci!), oppure fare dei similPangoccioli, aggiungendo all'impasto delle gocce o dei pezzetti di cioccolato ( io opto per i pezzetti!)
Ma passiamo alla ricetta

1 kg di farina di forza (50% "0"+ 50% manitoba)
400 grammi circa di acqua
40 grammi di lievito di birra
150 gr di burro
50 gr di strutto
15 di sale
100 di zucchero

Fare la fontana con la farina, mettere al centro tutti gli ingredienti, amalgamare il tutto e lavorare per una decina di minuti. Mettere in un recipiente, coprire con un canovaccio umido e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Lavorare di nuovo la pasta e metterla nuovamente a livitare un paio d'ore.
Sgonfiare la pasta, formare dei salsicciotti e formare dei pezzetti di una trentina di grammi. Fare delle palline, disporle su una teglia, spennellarle con uovo sbattuto e far lievitare un ora circa.
Infornare a 200°/220° gradi fino a doratura, comunque molto poco perchè dovono rimanere morbidissimi.

A questo punto, possiamo farcirli, oppure mangiarli così oppure tagliarli e surgelarli. Quando ci serviranno li tireremo fuori dal congelatore tre ore prima di farcirli e sevirli!

Per la versione "similpangoccioli" invece, personalmente, li surgelo prima dell'ultima lievitazione. Quando mi servono ( solitamente la domenica mattina), li tiro fuori la sera prima così, per l'ora di colazione hanno avuto tutto il tempo di scongelarsi e lievitare.

Per la ricetta con olio extravergine o con olio di semi e fruttosio vi rimando a Cookaround!