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martedì 1 febbraio 2011

(Panini giapponesi) "Okazu Pan" al miele con licoli

Per i miei primi esperimenti con il Lievito Madre in Coltura Liquida ho scelti questi paninetti di " C'è di mezzo il mare".

In Giappone il cibo più diffuso è sicuramente il riso. Pasto e riso hanno la stessa parola che li definisce, gohan, mentre tutti gli altri cibi vengono genericamente chiamati okazu. Quindi il pane si può classificare come okazu. 
Per indicare il pane si usa comunque la parola pan, ma non c'entra nulla con il nostro filone...


Vengono cotti nelle formine e sono ambivalenti, sono ottimi sia dolci ( FranciFra li ha provato con la Nutella) che con il salato ( mia sorella se li è pappati con salmone e philadelphia, e stracchino e salame).
Questi gli ingredienti:
90 gr di licoli attivissimo
1 uovo
1 cucchiaio di olio evo

                                                                   30 gr di acqua tiepida
                                                                    30 gr di zucchero
                                                        110 gr di semola rimacinata
                                                                 30 gr di farina di forza
                                                                  1/2 cucchiaino di sale
                                                                      miele qb
  Mischiare tutti gli ingredienti tranne il miele. Formare un panetto e mettere a riposare un oretta.

Ungere le formine d'olio, versarvi l'impasto e  ricoprire con una dose abbondante di miele.
Far lievitare fino al raddoppio.
Cuocere in forno a 220°C per 10 minuti e a 180°C per altri 15-20 minuti circa.


Appena usciti dal forno !





 

mercoledì 26 gennaio 2011

ごま塩 da ごま, goma, semi di sesamo e 塩 shio, sale


No, non sono impazzita.
No, non so parlare il giapponese.
No, questa non è sabbia.

In attesa di pubblicare le ricettuzze con il lievito liquido, volevo presentarvi un elemento sempre presente nella mia cucina.



Se cercate un'alternativa al sale ( che come sappiamo è fonte di patologie croniche e degenerative) il Gomasio potrebbe essere una valida alternativa. Certo, considerando il fatto però che è a base di sesamo, le calorie che aggiungiamo sono un po', ma basterà regolarsi di conseguenza con l'olio.

Ma veniamo alla preparazione, più lunga a dirla che a farla.

 Per prima cosa bisogna far tostare il sesamo.
Dopo averlo sciacquato ed asciugato, metterlo in una padella, farlo imbiondire e abbassare il fuoco. Non appena i semini cominciano a scoppiettare, togliere la padella dal fuoco, senza mai far fumare il sesamo: libererebbe una sostanza amarissima e tossica chiamata sesamolo.
Nella stessa padella bisogna poi far asciugare il sale.
Il rapporto sesamo-sale può variare a seconda dei gusti e delle esigenze, partendo da un minimo di 6 parti di sesamo a 1di sale a un massimo di 20 parti a 1. 
Noi usiamo sale marino integrale, ma ognuno può usare quello che preferisce.




A questo punto non ci resta che pestare il tutto. La tradizione giapponese suggerisce di usare il suribachi, un mortaio piuttosto svasato le cui pareti e il fondo sono ricoperti da una serie di zigrinature, dei solchi obliqui di una certa profondità e si usa utilizzando un mazzuoletto di legno con dei movimenti circolari, sottoponendo il sesamo ed il sale ad un energia Yang.
Io che di queste cose non ne so nulla, (le riporto a titolo informativo per chi volesse fare le cose veramente per bene) ho usato un frullatore!

  La vedete l'energia Yin el mio gomasio???

Ora potete usare il gomasio ogni volta che usereste il sale.
Donerà ai  cibi un qualcosa di
 tostato ( ovviamente!) ma anche di arrosto!
E' ottimo nelle insalate, su carne e pesce alla griglia, su minestre e vellutate, nelle zuppe e sulla pasta. Perfetto per le verdure bollite o grigliate, ma anche su verdure al forno.
Praticamente sta bene su tutto!
Ora sta a voi scegliere: meno sale e più calorie, o più sale, meno calorie ma più ritenzione idrica e quant'altro!
PS: è talmente facile farlo in casa che non vale la pena andarlo a comprare!!!